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Tutti insieme a Greta. Ma al pianeta Terra non frega proprio niente

Roma, 15 mar – Stamattina mentre andavo in redazione ho incrociato un ragazzetto che di buon passo raggiungeva i colleghi studenti delle superiori a manifestare contro il cambiamento climatico. Sotto braccio portava un bel cartello con su scritto “Go Vegan Save The Planet“, (“Diventa vegano, salva il pianeta”). Al di là della gioia che mi ha assalito per questa generazione che finalmente studia l’inglese (ma forse è solo una moda, non parlare più la nostra lingua, se non male), mi sono preoccupato per la salute del giovine: non assumere nell’età della crescita proteine nobili della carne rossa, imprescindibili per la scienza, non è proprio da dritti.

La pagliacciata ecologista

Ecco, in questo incontro mattutino sta la chiave di volta della pagliacciata globale di oggi. Tutti appresso a Greta, la 16 enne svedese che invece di andare a scuola manifesta davanti al Parlamento per salvare il pianeta. Tutti, grandi e piccoli, a ripetere come scimmie ammaestrate “No al cambiamento climatico“. Che poi è come dire no alle maree, no alla stagione dei monsoni, no alla fotosintesi clorofilliana.

Greta è una ragazzina che, a detta sua, prima di diventare un’icona dei social e il simbolo dell’ennesima battaglia inutile che nasconde la solita speculazione (sì, c’è gente che guadagna bei soldi con queste cose) si annoiava. E’ una adolescente che ha visto dei video sui mutamenti climatici e gli animali troppo magri e si è messa a piangere. Ci sta, per carità. Ma, se ci mettiamo che è affetta dalla sindrome di Asperger – che rientra nelle forme di autismo – ecco che forse la sua reazione spropositata alla visione dei documentari sul clima rientra, più che in una vocazione a salvare la madre Terra, in un quadro prettamente clinico.

Greta è una vittima, quindi. Come lo sono i giovini che oggi scioperano contro i cattivoni che inquinano. Greta è una vittima dei genitori – che hanno definito una benedizione il disturbo della figlia (milioni di euro di raccolta fondi). Greta è una vittima dello show business e dei media mainstream, che vanno a nozze con queste sceneggiate.

Solo diritti e zero doveri

Greta è una vittima di tutti coloro che hanno abdicato alla loro funzione di educatori. Perché un adolescente va istruito a sviluppare una coscienza critica, quegli anticorpi necessari per non beccarsi il virus del luogo comune, come l’afflato ecologista, o il veganesimo o essere gender fluid. Tutte cose che vanno di moda tra gli adolescenti di oggi (ai miei tempi c’era sex, drugs & rock’n’roll ma poi è arrivato l’Aids). Adolescenti che hanno il diritto sacrosanto di andare appresso a cose effimere. Così come hanno il dovere di studiare, informarsi, aprire gli occhi.

E gli adulti – dai capi di governo come la Merkel o Macron fino alla professoressa che fa l’amica dei propri studenti perché pensa di guadagnarci in didattica (salvo poi farci un figlio per sbaglio) – hanno sì il diritto di accodarsi a questi giovani desiderosi di dare un senso alla propria vita. Ma hanno soprattutto il dovere di guidarli, metterli in guardia, addestrarli alle avversità dell’esistenza. Quelle vere. L’ecologia poi è una cosa seria. All’epoca, per esempio, le industrie del Terzo Reich sono state all’avanguardia rispetto al resto del mondo in fatto di rispetto dell’ambiente. Inquinavano pochissimo, mentre producevano a nastro continuo armi super tecnologiche per vincere la guerra.

Le bufale sul clima

Questo per dire che chi cerca di guidare le masse in queste follie globali per questioni inesistenti ha un fine ultimo che non coincide con il bene dei tanti, ma con la ricchezza dei pochi. Il clima e la salute del pianeta Terra sono cose troppo grandi per lasciarle in mano a minorenni e piccoli uomini speculatori.

Anni fa uno scienziato del Cnr con cui stavamo parlando di questa roba mi chiese: “Ma lei lo sa perché non si parla più del buco dell’ozono?. “No”, gli risposi. “Forse perché non va più di moda”, aggiunsi. E l’esperto di cambiamenti climatici mi disse: “Non se ne parla più perché si è richiuso, da solo. Noi neanche volendo possiamo davvero nuocere alla Terra”.

Il nostro pianeta ha i suoi cicli, si raffredda, si riscalda, sempre ritrovando il suo equilibrio. Lui resta, in salute. Noi siamo di passaggio“. Parola della scienza, quella vera.

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